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BULIMIA

8 March 2016

 

Il concetto di bulimia ha radici storiche profonde


bulimia deriva direttamente dal greco βουλιμία, con il significato di fame enorme, smisurata. La bulimia, intesa come voracità smisurata, figura nelle letterature e nelle mitologie di tutte le epoche. Dalla medicina è stata considerata a lungo sintomo di varie malattie.La bulimia nervosa è una variante pericolosa dell’anoressia nervosa, un quadro clinico autonomo, è un grave disturbo del comportamento alimentare. L’alimentazione smodata si può definire come la tendenza ad assumere grandi quantità di cibo in breve tempo. Si tende spesso a prediligere i dolci, cibi ipercalorici e con una consistenza che ne faciliti l’ingestione in breve tempo. Lo “sconveniente comportamento compensativo” a controllarsi continuamente il peso si accompagna a volte a pratiche “liberatorie”(vomito procurato, abuso di lassativi, diuretici, clisteri) o pratiche “non liberatorie” (come eccessive pratiche ginniche). I bulimici sono ossessionati dalla linea e dal loro peso, spesso ricorrono al vomito, a medicinali per stimolare le funzioni intestinali e alla diuresi, a esercizi ginnici spinti all’eccesso.

Dopo l’abbuffata sono il senso di vergogna e di colpa e l’intensa paura di un aumento di peso

 

 che avviano i comportamenti purgativi o conducono ad un eccesso di attività fisica o al digiuno nei giorni successivi.Non controllati, questi cicli di abbuffata–espulsione possono condurre a seri problemi di salute.

 

 

I criteri diagnostici DSM-5 della bulimia nervosa sono i seguenti:

  • Ricorrenti episodi di abbuffata. Un episodio di abbuffata è caratterizzato da entrambi i seguenti aspetti :
    • Mangiare, in un determinato periodo di tempo (per es., un periodo di due ore), una quantità di cibo significativamente maggiore di quella che la maggior parte degli individui mangerebbe nello stesso tempo e in circostanze simili.
    • Sensazione di perdere il controllo durante l’episodio (per es., sensazione di non riuscire a smettere di mangiare o a controllare cosa o quanto si sta mangiando).
  • Ricorrenti ed inappropriate condotte compensatorie per prevenire l’aumento di peso, come vomito autoindotto, abuso di lassativi, diuretici o altri farmaci, digiuno o attività fisica eccessiva.
  • Le abbuffate e le condotte compensatorie inappropriate si verificano entrambe in media almeno una volta alla settimana per 3 mesi.
  • I livelli di autostima sono indebitamente influenzati dalla forma e dal peso del corpo.
  • L’alterazione non si manifesta esclusivamente nel corso di episodi di anoressia nervosa.