{"id":1196,"date":"2018-12-10T16:37:34","date_gmt":"2018-12-10T16:37:34","guid":{"rendered":"https:\/\/dicanapoli.it\/?p=1196"},"modified":"2022-05-05T18:13:34","modified_gmt":"2022-05-05T16:13:34","slug":"la-storia-della-rappresentazione-del-corpo-istituzioni-media-e-tecnologie","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/dicanapoli.it\/en\/la-storia-della-rappresentazione-del-corpo-istituzioni-media-e-tecnologie\/","title":{"rendered":"LA STORIA DELLA RAPPRESENTAZIONE DEL CORPO: ISTITUZIONI, MEDIA E  TECNOLOGIE"},"content":{"rendered":"<h1 style=\"text-align: center;\">La storia della rappresentazione del corpo: istituzioni, media e tecnologie<\/h1>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\">Nel corso del tempo, la scena culturale si \u00e8 animata sempre pi\u00f9 di un dibattito acceso sulla corporeit\u00e0. Dopo secoli di privilegio della mente sul corpo, si tenta una faticosa ricerca dell\u2019unit\u00e0 psiche-soma (Onnis, 1995), mentre il corpo ha iniziato ad urlare, in tutti i sensi, le sue ragioni, rivendicando una posizione non secondaria nell\u2019espressione di noi stessi.<\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\">In questo senso, il corpo costituisce l\u2019interfaccia dell\u2019individuo con l\u2019ambiente, \u201coggetto pubblico ed al tempo stesso privato\u201d.<\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\">L\u2019<b>ingresso del corpo sulla scena sociale occidentale risale attorno alla fine del 1800<\/b>, quando la lenta trasformazione della societ\u00e0, iniziata con i processi di modernizzazione, aveva comportato, di pari passo, una <b>lenta modificazione del rapporto degli individui con il corpo e la diffusione del modello estetico della magrezza.<\/b> Nelle <b>case borghesi fa il suo ingresso lo specchio<\/b>, fino ad allora privilegio esclusivo delle classi agiate. Qui era finalmente possibile contemplare, nel segreto della propria stanza da bagno, il corpo sbarazzato di tutti quegli accessori attraverso i quali avveniva la cura dell\u2019immagine di s\u00e9. (Vincent, 1988). <\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\">Le pratiche di cura del corpo divengono allora esigenza di questa elit\u00e8s, espressione del desiderio di apparire, iniziando a privilegiare, soprattutto per le donne, il modello del corpo filiforme. Nelle comunit\u00e0 rurali, invece, non vi era ancora addestramento alla cura del corpo e qui, come in tutte le societ\u00e0 sottoalimentate, continuava a prevalere il modello estetico femminile che richiamava l\u2019abbondanza e la fertilit\u00e0 (Vincent, 1988).<\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\">Con il passaggio alla modernit\u00e0, il controllo sociale si \u00e8 andato realizzando attraverso il corpo, al quale si richiede di essere in grado di rispondere, se \u00e8 un corpo sano, a stimoli che ne definiscono lo <b>stato di salute in base all\u2019efficienza nei luoghi di lavoro<\/b> (Bauman, 1999).<\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\">Pertanto, mentre all\u2019<b>uomo era richiesto un corpo robusto <\/b>ed efficiente nella sfera pubblica, adeguato soprattutto per il lavoro, un corpo quindi non ancora direttamente vincolato allo spazio mentale, alla <b>donna veniva richiesto un corpo che \u201crappresentasse\u201d qualit\u00e0 femminili <\/b>definite all\u2019interno del rapporto con l\u2019uomo (de Beauvoir, 1949). La <b>donna<\/b>, dunque, apparir\u00e0 fortemente <b>vincolata alla propria immagine<\/b>, a tal punto che la valorizzazione del corpo costituir\u00e0 il \u201cnucleo\u00a0<\/span><span class=\"s1\">concettuale del s\u00e9\u201d (Del Miglio 1988), come<b> fondamento dell\u2019identit\u00e0 femminile<\/b>. Il riconoscimento di questa identit\u00e0, che si esprime attraverso l\u2019immagine visibile del corpo, storicamente \u00e8 riconosciuto attraverso lo sguardo maschile, il quale ne valorizza il ruolo all\u2019interno del nucleo familiare e della funzione riproduttiva, mentre lo spazio interno di questo corpo continuer\u00e0 ad essere pensato come abitato da una natura indomita, controllabile e contenibile solo attraverso la maternit\u00e0 (Molfino, 1999).<\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\">Mentre per l\u2019uomo il rapporto con il corpo inizia a modificarsi soprattutto nel discorso sociale, attraverso i processi di istituzionalizzazione, <b>per la donna il rapporto con il proprio corpo rimane vincolato a temi che riguardano la sfera privata<\/b>. Sar\u00e0 <b>il movimento delle donne a portare questi temi in ambito pubblico<\/b>, valicando le barriere tra quelle due sfere, pubblica e privata, fino ad allora rigidamente separate.<\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\">Ma accanto all\u2019influenza dei movimenti innovatori, <b>la societ\u00e0 attraversa anche un cambiamento legato alla crescente tecnologizzazione<\/b>: l\u2019attenzione sar\u00e0 destinata ad intensificarsi in un primo momento con l\u2019<b>avvento dei mass media<\/b>, per esasperarsi, successivamente, con l\u2019esplodere di sempre pi\u00f9 <b>nuove tecnologie d\u2019intervento sul corpo<\/b>, che offrono <b>alle istituzioni gli strumenti per ottenere nuove possibilit\u00e0 di controllo, ed agli individui nuove risorse per raggiungere il piacere e l\u2019accettazione sociale<\/b>.<\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\">I mass media hanno permesso, in un primo momento, l\u2019estensione dei sensi, quindi la possibilit\u00e0 di \u201cvedere\u201d ci\u00f2 che prima non sarebbe stato possibile e \u201cparlare\u201d con chi \u00e8 a chilometri di lontananza (McLuhan, 1964). Per le donne ci\u00f2 ha permesso di avere la possibilit\u00e0 di \u201cguardare\u201d a quello spazio sociale dove ancora non era consentito loro di accedere ma dove, accanto alla spinta a conservare un ruolo rigidamente definito, si inizia a discutere su temi che riguardano direttamente il significato \u201cdell\u2019essere donne\u201d.<\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\">Ora sembra chiaro come, in una cultura volta a recuperare il corpo nella comunicazione di s\u00e8, si possa scivolare con estrema facilit\u00e0 dalla cura all\u2019accanimento su di esso in particolare laddove il s\u00e9 si adopera in una ricerca affannosa e dolorosa di definizione.<\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\"><b>Le tecnologie permettono di superare il limite imposto dalla natura<\/b>: si pu\u00f2 intervenire sulla realt\u00e0 modificandola, cos\u00ec da potere imporre alla natura la propria immagine del corpo, permettendosi di accedere all\u2019immagine che pi\u00f9 ci piace (Bordo 1997). La possibilit\u00e0 di rimaneggiamenti della forma fisica consente di riprodurre quei modelli socialmente accettati e condivisi, ed ancor di pi\u00f9, <b>per ognuno diventa possibile dare spazio ad un s\u00e9 grandioso<\/b>, attraverso l\u2019identificazione degli idoli dello spettacolo.<\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\">Con l\u2019avvento delle <b>tecnologie sul corpo sembra sparire il lato biologico del corpo\u00a0<\/b><\/span><span class=\"s1\">stesso, il quale viene rimpiazzato da costrutti culturali (Capucci, 1994).<\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\">Le<b> immagini mass mediali promuovono l\u2019adesione ad identit\u00e0 imposte dalla societ\u00e0\u00a0<\/b><\/span><span class=\"s1\">dei consumi; il corpo, gi\u00e0 al centro della scena sociale della modernit\u00e0, \u00e8 il principale\u00a0<\/span><span class=\"s1\">oggetto merce della comunicazione visuale.<\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\">Il <b>corpo femminile inizia a sovraccaricarsi di significati<\/b>: se da un lato i processi di emancipazione sociale impongono alla donna di esprimere spregiudicatezza e libert\u00e0 sessuale attraverso la magrezza (Gordon, 1991), dall\u2019altro l\u2019affermazione del ruolo femminile tradizionale si esplica attraverso l\u2019immagine delle formosit\u00e0 del corpo.<\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\">Nei primi anni del secolo, parallelamente al taglio dei capelli ed all\u2019accorciarsi delle gonne, coesiste l\u2019<b>invito da parte dei poteri istituzionali a conservare l\u2019adesione ai modelli femminili tradizionali<\/b>. In Italia, ad esempio, Mussolini dispose il divieto della diffusione di immagini femminili esili, cogliendone i risvolti psicologici che implicitamente queste immagini riflettevano sulla collettivit\u00e0 (Cannistraro, 1975; Zunino, 1985).<\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\">Ma durante la prima e poi seconda guerra mondiale accadde un fatto del tutto\u00a0<\/span><span class=\"s1\">nuovo. Per la prima volta l<b>e donne erano esplicitamente chiamate a cimentarsi nella\u00a0<\/b><\/span><span class=\"s1\"><b>sfera pubblica<\/b>, uscendo dall\u2019ambiente domestico e collaborando con gli uomini per\u00a0<\/span><span class=\"s1\">la risoluzione del conflitto sperimentando, in questo modo, una forma autentica di\u00a0<\/span><span class=\"s1\">libert\u00e0 (Th\u00e8baud, 1992).<\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\">Alla fine delle due guerre, dopo avere assaporato la possibilit\u00e0 di cambiamento, le donne si videro nuovamente spinte verso <b>i luoghi pensati come naturali per loro: la casa e la famiglia <\/b>(Restaino, Cavarero, 1999).<\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\">Le immagini mass mediali, in questo periodo storico, intensificano i messaggi rivolti al <b>ripristino dei ruoli maschili e femminili tradizionali<\/b>, che per la donna significa <b>procreare<\/b> e quindi presentare un corpo che<b> richiama alla fertilit\u00e0 ed alla maternit\u00e0 <\/b>(Gordon, 1991), e far ritorno alle mura di casa. All\u2019interno di queste mura per\u00f2, non solo entra il cibo, ma, oltre agli elettrodomestici, iniziano a diffondersi anche mezzi di comunicazione come la televisione, che permette alle donne di guardare alla sfera pubblica, senza peraltro potervi accedere. In questo periodo si diffondono parossisticamente riviste femminili, immagini pubblicitarie ed un filone\u00a0<\/span><span class=\"s1\">cinematografico dove le donne possono trovare personaggi in cui identificarsi (Higonnet, 1992).<\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\">L\u2019i<b>nvito rivolto alla donna di \u201cfar ritorno a casa\u201d non fu vissuto con serenit\u00e0<\/b>, nonostante gli sforzi di una societ\u00e0 sempre pi\u00f9 progredita e tesa a rendere sempre pi\u00f9 confortevole l\u2019ambiente domestico attraverso il progresso e la tecnologia. In questo periodo storico, negli Stati Uniti si diffuse quel \u201c<b>disagio senza nome<\/b>\u201d di cui parl\u00f2 Betty Friedan (1964): esso colp\u00ec molte donne, le quali riferivano di sentirsi \u201c<b>inquiete ed insoddisfatte<\/b>\u201d. E questo disagio si affiancava ad un progressivo <b>aumento di incidenza<\/b> dell\u2019anoressia nervosa, <b>in contrasto con lo stereotipo<\/b><\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\"><b>dell\u2019immagine corporea femminile dominante<\/b>, ma in linea con l\u2019ambivalenza dei significati che questa stessa immagine veicolava riguardo al ruolo ed alla identit\u00e0 della donna.<\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\">L\u2019avanzare dei movimenti di contestazione, fra gli anni \u201960 e \u201970, per gli uomini avr\u00e0 il fine di porre in discussione l\u2019istituzionalizzazione del corpo maschile, mentre per le donne significher\u00e0 principalmente la possibilit\u00e0 di<b> svincolare il corpo femminile dal controllo sulla donna di cui l\u2019uomo era stato garante<\/b>. Il<b> movimento delle donne si auspicava<\/b>, in qualche modo, che la <b>donna potesse riappropriarsi del proprio corpo<\/b>, ma fu una protesta che si diffuse, nella societ\u00e0 di massa, attraverso un linguaggio proprio delle donne: definire se stesse attraverso il corpo.<\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\">Se la cancellazione dei parametri che richiamavano alla fertilit\u00e0 costituiva l\u2019imitazione dell\u2019immagine maschile, senza ereditarne lo stesso potere sociale, ancora esclusivamente riservato all\u2019uomo (Molfino, 1999),<b> il ritorno a mostrarsi sempre pi\u00f9 esili rese l\u2019aspetto adolescenziale e prepubere<\/b>, iniziato a diffondersi negli anni \u201960, un vero e proprio \u201ctrend\u201d, <b>legittimando il corpo emaciato come modello estetico<\/b>, rendendolo nuovamente vincolato allo sguardo e quindi al controllo dell\u2019uomo.<\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\">I <b>corpi femminili divennero le icone di una giovinezza senza tempo<\/b>, pronta ad esorcizzare lo specchio della vecchiaia che, dagli anni \u201970 in poi, inizier\u00e0 ad ossessionare le masse. In questo modo i comportamenti sintomatici vivranno un incoraggiamento da parte del contesto socio-culturale, con il senso per\u00f2 di espressione del disagio attraverso l\u2019estremizzazione di parametri che la cultura stessa impone.<\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\">L\u2019<b>anoressia <\/b>assume <b>proporzioni epidemiche<\/b>, continuando ad essere sempre pi\u00f9 presente soprattutto in quei contesti dove<b> l\u2019unica voce possibile rimane quella che si esprime attraverso il corpo<\/b>. Ma accanto alle forme restrittive, caratterizzate dal rifiuto del cibo, iniziano a <b>diffondersi<\/b> comportamenti bulimici, vissuti nella segretezza del proprio spazio privato, in grado, per\u00f2, di difendere la sfera pubblica tramite un\u2019immagine socialmente adeguata. L\u2019apertura sociale alle donne, pertanto, segna una tappa evolutiva che nuovamente iscrive il disagio sul corpo femminile, mentre il faticoso percorso verso la ricerca dell\u2019identit\u00e0 da parte degli individui, si trover\u00e0 nuovamente a doversi confrontare con nuovi codici culturali.<\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\">Le <b>tecnologie in espansione invadono direttamente il corpo<\/b>, promuovendo l<b>\u2019affermarsi di un\u2019immagine femminile<\/b> che sembra segnare la <b>riconciliazione paradossale fra le aspirazioni delle donne<\/b>, svincolate ormai dalla funzione riproduttiva, ed il <b>desiderio maschile<\/b>.<\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\">Il <b>corpo \u201cartificiale\u201d<\/b>, non pi\u00f9 assoggettato alla volont\u00e0 della natura, ma plasmato, modificato e modellato secondo gli stereotipi sociali, <b>segnala la possibilit\u00e0 di costruzione del s\u00e9 ideale<\/b> che sempre pi\u00f9 aderisce ai <b>tratti narcisistici di una cultura tecnologicamente aggiornata<\/b>. Il clima attuale suggerisce, infatti, la possibilit\u00e0 di realizzare sul proprio corpo ci\u00f2 che l\u2019individuo avverte come \u201cvero s\u00e9\u201d, ma d\u2019altro canto, impone che il vero se rispecchi criteri di potere, perfezione e controllo.<\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\">Nella condotta bulimica,<b> l\u2019immagine del corpo recupera il femminile<\/b>, ma sembra segnalare una confusione tra un\u2019identit\u00e0 autonoma ed un\u2019identit\u00e0 \u201cartificiale\u201d, con la sensazione che si produca, nelle ragazze bulimiche, uno scollamento fra queste due possibilit\u00e0, pi\u00f9 che un\u2019accettazione passiva. Anche nella <a href=\"https:\/\/dicanapoli.it\/en\/?post_type=onepage&amp;p=366\">bulimia<\/a>, dunque, <strong>\u00e8 riconoscibile il meccanismo del rifiuto del corpo<\/strong>, ma esso, lungi dall\u2019essere esibito nella sua radicalit\u00e0, come nell\u2019<a href=\"https:\/\/dicanapoli.it\/en\/?post_type=onepage&amp;p=315\">anoressia<\/a>, \u00e8 mascherato e segreto, occultato da apparenze accettabili e compromissorie.<\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\">Nella nuova cultura in cui anche la morte \u00e8 \u201cvirtuale\u201d, simulata, proprio perch\u00e9 se ne\u00a0<\/span><span class=\"s1\">possono prendere le distanze (Virilio, 1994), il linguaggio anoressico risulta sempre\u00a0<\/span><span class=\"s1\">pi\u00f9 incomprensibile ed ingiustificato.<\/span><\/p>\n<p>Potrebbe interessarti anche:<br \/>\n<a href=\"https:\/\/dicanapoli.it\/en\/il-valore-personale-risucchiato-dal-corpo-una-riflessione\/\">Il valore personale risucchiato dal corpo: una riflessione<\/a><br \/>\n<a href=\"https:\/\/dicanapoli.it\/en\/da-cosa-origina-un-disturbo-del-comportamento-alimentare\/\">Da cosa origina un disturbo del comportamento alimentare?<\/a><br \/>\n<a href=\"https:\/\/dicanapoli.it\/en\/adolescenza-e-disturbi-del-comportamento-alimentare-2\/\">Adolescenza e disturbi del comportamento alimentare<\/a><\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p> [&hellip;]<\/p>","protected":false},"author":1,"featured_media":5949,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[44],"tags":[],"class_list":["post-1196","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-dica-articoli"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v20.13 - https:\/\/yoast.com\/wordpress\/plugins\/seo\/ -->\n<title>LA STORIA DELLA RAPPRESENTAZIONE DEL CORPO: ISTITUZIONI, MEDIA E TECNOLOGIE - DiCA Napoli<\/title>\n<meta name=\"robots\" content=\"index, follow, max-snippet:-1, max-image-preview:large, max-video-preview:-1\" \/>\n<link rel=\"canonical\" href=\"https:\/\/dicanapoli.it\/en\/la-storia-della-rappresentazione-del-corpo-istituzioni-media-e-tecnologie\/\" \/>\n<meta property=\"og:locale\" content=\"en_US\" \/>\n<meta property=\"og:type\" content=\"article\" \/>\n<meta property=\"og:title\" content=\"LA STORIA DELLA RAPPRESENTAZIONE DEL CORPO: ISTITUZIONI, MEDIA E TECNOLOGIE - DiCA Napoli\" \/>\n<meta property=\"og:description\" content=\"[&hellip;]\" \/>\n<meta property=\"og:url\" content=\"https:\/\/dicanapoli.it\/en\/la-storia-della-rappresentazione-del-corpo-istituzioni-media-e-tecnologie\/\" \/>\n<meta property=\"og:site_name\" content=\"DiCA Napoli\" \/>\n<meta property=\"article:published_time\" content=\"2018-12-10T16:37:34+00:00\" \/>\n<meta property=\"article:modified_time\" content=\"2022-05-05T16:13:34+00:00\" \/>\n<meta property=\"og:image\" content=\"https:\/\/dicanapoli.it\/wp-content\/uploads\/2018\/12\/rappresentazione-corpo-storia.jpg\" \/>\n\t<meta property=\"og:image:width\" content=\"870\" \/>\n\t<meta property=\"og:image:height\" content=\"580\" \/>\n\t<meta property=\"og:image:type\" content=\"image\/jpeg\" \/>\n<meta name=\"author\" content=\"stefanoiovino\" \/>\n<meta name=\"twitter:card\" content=\"summary_large_image\" \/>\n<meta name=\"twitter:label1\" content=\"Written by\" \/>\n\t<meta name=\"twitter:data1\" content=\"stefanoiovino\" \/>\n\t<meta name=\"twitter:label2\" content=\"Est. reading time\" \/>\n\t<meta name=\"twitter:data2\" content=\"9 minutes\" \/>\n<script type=\"application\/ld+json\" class=\"yoast-schema-graph\">{\"@context\":\"https:\/\/schema.org\",\"@graph\":[{\"@type\":\"WebPage\",\"@id\":\"https:\/\/dicanapoli.it\/la-storia-della-rappresentazione-del-corpo-istituzioni-media-e-tecnologie\/\",\"url\":\"https:\/\/dicanapoli.it\/la-storia-della-rappresentazione-del-corpo-istituzioni-media-e-tecnologie\/\",\"name\":\"LA STORIA DELLA RAPPRESENTAZIONE DEL CORPO: ISTITUZIONI, MEDIA E TECNOLOGIE - DiCA Napoli\",\"isPartOf\":{\"@id\":\"https:\/\/dicanapoli.it\/#website\"},\"datePublished\":\"2018-12-10T16:37:34+00:00\",\"dateModified\":\"2022-05-05T16:13:34+00:00\",\"author\":{\"@id\":\"https:\/\/dicanapoli.it\/#\/schema\/person\/dc15b5a37dcb2c71bbeb842d7b2f9570\"},\"breadcrumb\":{\"@id\":\"https:\/\/dicanapoli.it\/la-storia-della-rappresentazione-del-corpo-istituzioni-media-e-tecnologie\/#breadcrumb\"},\"inLanguage\":\"en-US\",\"potentialAction\":[{\"@type\":\"ReadAction\",\"target\":[\"https:\/\/dicanapoli.it\/la-storia-della-rappresentazione-del-corpo-istituzioni-media-e-tecnologie\/\"]}]},{\"@type\":\"BreadcrumbList\",\"@id\":\"https:\/\/dicanapoli.it\/la-storia-della-rappresentazione-del-corpo-istituzioni-media-e-tecnologie\/#breadcrumb\",\"itemListElement\":[{\"@type\":\"ListItem\",\"position\":1,\"name\":\"Home\",\"item\":\"https:\/\/dicanapoli.it\/\"},{\"@type\":\"ListItem\",\"position\":2,\"name\":\"LA STORIA DELLA RAPPRESENTAZIONE DEL CORPO: ISTITUZIONI, MEDIA E TECNOLOGIE\"}]},{\"@type\":\"WebSite\",\"@id\":\"https:\/\/dicanapoli.it\/#website\",\"url\":\"https:\/\/dicanapoli.it\/\",\"name\":\"DiCA Napoli\",\"description\":\"Disturbi del Comportamento Alimentare\",\"potentialAction\":[{\"@type\":\"SearchAction\",\"target\":{\"@type\":\"EntryPoint\",\"urlTemplate\":\"https:\/\/dicanapoli.it\/?s={search_term_string}\"},\"query-input\":\"required name=search_term_string\"}],\"inLanguage\":\"en-US\"},{\"@type\":\"Person\",\"@id\":\"https:\/\/dicanapoli.it\/#\/schema\/person\/dc15b5a37dcb2c71bbeb842d7b2f9570\",\"name\":\"stefanoiovino\",\"image\":{\"@type\":\"ImageObject\",\"inLanguage\":\"en-US\",\"@id\":\"https:\/\/dicanapoli.it\/#\/schema\/person\/image\/\",\"url\":\"https:\/\/secure.gravatar.com\/avatar\/fe41eb9be5e388b1b943cb1fd5fa655f024eed13e115518b8a5e0dfae437c6e5?s=96&d=mm&r=g\",\"contentUrl\":\"https:\/\/secure.gravatar.com\/avatar\/fe41eb9be5e388b1b943cb1fd5fa655f024eed13e115518b8a5e0dfae437c6e5?s=96&d=mm&r=g\",\"caption\":\"stefanoiovino\"},\"sameAs\":[\"https:\/\/dicanapoli.it\"],\"url\":\"https:\/\/dicanapoli.it\/en\/author\/stefanoiovino\/\"}]}<\/script>\n<!-- \/ Yoast SEO plugin. -->","yoast_head_json":{"title":"LA STORIA DELLA RAPPRESENTAZIONE DEL CORPO: ISTITUZIONI, MEDIA E TECNOLOGIE - DiCA Napoli","robots":{"index":"index","follow":"follow","max-snippet":"max-snippet:-1","max-image-preview":"max-image-preview:large","max-video-preview":"max-video-preview:-1"},"canonical":"https:\/\/dicanapoli.it\/en\/la-storia-della-rappresentazione-del-corpo-istituzioni-media-e-tecnologie\/","og_locale":"en_US","og_type":"article","og_title":"LA STORIA DELLA RAPPRESENTAZIONE DEL CORPO: ISTITUZIONI, MEDIA E TECNOLOGIE - DiCA Napoli","og_description":"[&hellip;]","og_url":"https:\/\/dicanapoli.it\/en\/la-storia-della-rappresentazione-del-corpo-istituzioni-media-e-tecnologie\/","og_site_name":"DiCA Napoli","article_published_time":"2018-12-10T16:37:34+00:00","article_modified_time":"2022-05-05T16:13:34+00:00","og_image":[{"width":870,"height":580,"url":"https:\/\/dicanapoli.it\/wp-content\/uploads\/2018\/12\/rappresentazione-corpo-storia.jpg","type":"image\/jpeg"}],"author":"stefanoiovino","twitter_card":"summary_large_image","twitter_misc":{"Written by":"stefanoiovino","Est. reading time":"9 minutes"},"schema":{"@context":"https:\/\/schema.org","@graph":[{"@type":"WebPage","@id":"https:\/\/dicanapoli.it\/la-storia-della-rappresentazione-del-corpo-istituzioni-media-e-tecnologie\/","url":"https:\/\/dicanapoli.it\/la-storia-della-rappresentazione-del-corpo-istituzioni-media-e-tecnologie\/","name":"LA STORIA DELLA RAPPRESENTAZIONE DEL CORPO: ISTITUZIONI, MEDIA E TECNOLOGIE - DiCA Napoli","isPartOf":{"@id":"https:\/\/dicanapoli.it\/#website"},"datePublished":"2018-12-10T16:37:34+00:00","dateModified":"2022-05-05T16:13:34+00:00","author":{"@id":"https:\/\/dicanapoli.it\/#\/schema\/person\/dc15b5a37dcb2c71bbeb842d7b2f9570"},"breadcrumb":{"@id":"https:\/\/dicanapoli.it\/la-storia-della-rappresentazione-del-corpo-istituzioni-media-e-tecnologie\/#breadcrumb"},"inLanguage":"en-US","potentialAction":[{"@type":"ReadAction","target":["https:\/\/dicanapoli.it\/la-storia-della-rappresentazione-del-corpo-istituzioni-media-e-tecnologie\/"]}]},{"@type":"BreadcrumbList","@id":"https:\/\/dicanapoli.it\/la-storia-della-rappresentazione-del-corpo-istituzioni-media-e-tecnologie\/#breadcrumb","itemListElement":[{"@type":"ListItem","position":1,"name":"Home","item":"https:\/\/dicanapoli.it\/"},{"@type":"ListItem","position":2,"name":"LA STORIA DELLA RAPPRESENTAZIONE DEL CORPO: ISTITUZIONI, MEDIA E TECNOLOGIE"}]},{"@type":"WebSite","@id":"https:\/\/dicanapoli.it\/#website","url":"https:\/\/dicanapoli.it\/","name":"DiCA Napoli","description":"Disturbi del Comportamento Alimentare","potentialAction":[{"@type":"SearchAction","target":{"@type":"EntryPoint","urlTemplate":"https:\/\/dicanapoli.it\/?s={search_term_string}"},"query-input":"required name=search_term_string"}],"inLanguage":"en-US"},{"@type":"Person","@id":"https:\/\/dicanapoli.it\/#\/schema\/person\/dc15b5a37dcb2c71bbeb842d7b2f9570","name":"stefanoiovino","image":{"@type":"ImageObject","inLanguage":"en-US","@id":"https:\/\/dicanapoli.it\/#\/schema\/person\/image\/","url":"https:\/\/secure.gravatar.com\/avatar\/fe41eb9be5e388b1b943cb1fd5fa655f024eed13e115518b8a5e0dfae437c6e5?s=96&d=mm&r=g","contentUrl":"https:\/\/secure.gravatar.com\/avatar\/fe41eb9be5e388b1b943cb1fd5fa655f024eed13e115518b8a5e0dfae437c6e5?s=96&d=mm&r=g","caption":"stefanoiovino"},"sameAs":["https:\/\/dicanapoli.it"],"url":"https:\/\/dicanapoli.it\/en\/author\/stefanoiovino\/"}]}},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/dicanapoli.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1196","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/dicanapoli.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/dicanapoli.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/dicanapoli.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/dicanapoli.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=1196"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/dicanapoli.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1196\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":5335,"href":"https:\/\/dicanapoli.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1196\/revisions\/5335"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/dicanapoli.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media\/5949"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/dicanapoli.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=1196"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/dicanapoli.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=1196"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/dicanapoli.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=1196"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}