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LE COMPLICAZIONI FISICHE DEI DISTURBI DELL’ALIMENTAZIONE parte 2

16 June 2016

 

Continua la scoperta, iniziata già dal precedente articolo, delle conseguenze sul piano organico del protrarsi di Disturbi del Comportamento Alimentare.

 

Disturbi Gastrointestinali

I soggetti affetti da disturbi dell’alimentazione lamentano spesso dolori e gonfiori addominali, specialmente dopo avere mangiato, e una digestione lunga e difficile. Tali sintomi, a volte, rendono molto difficile la riabilitazione nutrizionale e sono considerati importanti fattori di perpetuazione della malattia; molto spesso, infatti, vengono utilizzati per giustificare la riduzione dell’assunzione di cibo: “Non posso mangiare normalmente perché questo mi provoca insopportabili dolori di pancia”.

Numerosi studi hanno però evidenziato che le persone anoressiche hanno realmente, rispetto alla norma, un rallentato svuotamento gastrico, sia dei liquidi che dei solidi. Recentemente si è osservato che ciò si verifica principalmente nelle anoressiche restrittive, e che la situazione si normalizza quando viene adottata un’alimentazione normale. Accanto a questo fenomeno si manifesta spesso un precoce senso di sazietà, che le persone anoressiche descrivono come la sensazione di scoppiare subito dopo l’ingerimento di pochi bocconi.

Nelle persone che si inducono il vomito può verificarsi spontaneamente un rigurgito di cibo, che può protrarre il disturbo. Molte persone si producono il vomito stimolando meccanicamente il conato. C’è un rischio di rottura dell’esofago, fenomeno che è da considerarsi emergenza medica.

La stitichezza è un altro sintomo frequentemente lamentato dalle persone anoressiche e bulimiche. Anch’essa può essere considerata un fattore perpetuante il disturbo, poiché, al fine di combatterla, molti soggetti pensano irrazionalmente che la cosa migliore da fare sia ridurre l’assunzione di cibo; al contrario, la stitichezza è quasi sempre conseguenza del digiuno e dell’abuso di lassativi.

 

Danni ai Denti

Il succo gastrico acido, che giunge in bocca in seguito al vomito autoindotto, può alla lunga danneggiare i denti, erodendo gradualmente lo smalto, soprattutto nella parte interna dei denti frontali. Il colore dei denti si modifica da bianco a marrone o grigio. L’erosione dello smalto è irreversibile ma non progressiva, cioè cessa non appena si smette di vomitare.

 

Danni alla Pelle

A livello dermatologico si manifestano molti segni: fra essi il colore giallo-arancio dei palmi delle mani e dei piedi, la lanugo (peluria diffusa), l’acrocianosi (estremità dei piedi e delle mani arrossate e fredde), l’alopecia (perdita di capelli), la cheratosi follicolare (pelle secca e squamosa), i calli sul dorso delle mani (segno di Russel) nei soggetti che si inducono il vomito.

 

Edema

La dieta ferrea, il vomito autoindotto e l’uso inappropriato di lassativi o diuretici determinano spesso l’alternarsi di periodi di disidratazione e di successiva ritenzione eccessiva di liquidi. Molti soggetti in conseguenza all’edema si gonfiano alle mani, alle caviglie ed al viso. Quest’ultimo aumenta considerevolmente alla sospensione del vomito autoindotto e dell’assunzione di lassativi o diuretici e può portare anche a transitori incrementi ponderali di 2 o 3 chili.

La normalizzazione dell’alimentazione e l’eliminazione del vomito, dei lassativi e dei diuretici porta ad una graduale normalizzazione del bilancio idrico ed alla scomparsa delle fastidiose sensazioni di gonfiore. Purtroppo, molti soggetti, sentendosi gonfi ed aumentati di peso in seguito all’edema restringono ancora di più la loro dieta ed accentuano l’uso di vomito o di lassatici; ottengono così un beneficio immediato, ma a lungo termine peggiorano ulteriormente i propri problemi di bilancio idrico.

 

Anomalie Ossee e muscolari

L’osteoporosi (rarefazione ossea dovuta a decalcificazione e mobilizzazione di Sali di calcio), insieme alle fratture spontanee che ne conseguono, è tra le più serie ed irreversibili complicanze presenti nell ’anoressia nervosa. Il rischio di osteoporosi è molto elevato se la perdita di peso corporeo si verifica in giovane età, quando la massa scheletrica non è ancora formata. Le fratture più frequenti sono a carico delle ossa lunghe, come femore, vertebre, coste e sterno, e sono talora così gravi da creare una situazione di invalidità permanente.

 

Anomalie ematologiche

Nell ’anoressia nervosa sono state descritte numerose complicazioni ematologiche, fra cui l’anemia e la riduzione del numero di globuli bianchi e delle piastrine. Sono state osservate numerose anomalie nella funzione immunitaria: sebbene nell’ anoressia non sembri esistere un aumentato rischio di infezioni, recentemente sono stati riscontrati alcuni casi di tubercolosi polmonare in pazienti fortemente denutrite.

 

Amenorrea e Fertilità

La presenza dell’amenorrea è una condizione necessaria per potere formulare la diagnosi di anoressia nervosa. Si verifica in seguito ad un’anomala secrezione di alcuni ormoni ipotalamici . In alcuni casi l’amenorrea persiste anche dopo la normalizzazione del peso corporeo, ma anche in questo caso un’attenta analisi evidenzia quasi sempre la persistenza di una più o meno marcata restrizione alimentare, di stress o di iperattività fisica. Con l’amenorrea coesiste una riduzione dell’interesse sessuale e, nei maschi, l’impotenza.

La fertilità, oggetto di grande preoccupazione soprattutto da parte delle madri di ragazze anoressiche, sembra essere a lungo termine lievemente compromessa.

Fino ad ora non sono state compiute ricerche sugli effetti della bulimia nervosa sulla fertilità e sulla gravidanza. I risultati di una ricerca compiuta all’ Università del Minnesota suggeriscono che tra le donne affette da bulimia nervosa sia in aumento il tasso di aborti spontanei: questi studi devono però essere confermati.

 

Conclusioni sulle complicazioni fisiche

In quasi tutti i casi, le complicanze fisiche presenti nei disturbi dell’alimentazione sono conseguenza della malnutrizione, della perdita di peso o dei mezzi di compenso e si correggono con il recupero ponderale e l’eliminazione di vomito, lassativi e diuretici. Alcuni sintomi tuttavia, come ad esempio l’osteoporosi, sembrano essere meno reversibili e possono costituire una minaccia persistente anche dopo la normalizzazione del peso.

Chi soffre di questi disturbi ha il dovere di sapere che sia l’anoressia nervosa che la bulimia nervosa non sono condizioni benigne e richiedono una continua valutazione medica per prevenire la comparsa di serie complicazioni.