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COME PARLARE A UN PROPRIO CARO DI DISTURBI ALIMENTARI

4 February 2018

Come parlare a un proprio caro di disturbi alimentari

Se avete avuto già esperienze di questo genere in passato, sapete che affrontare l’argomento “Disturbi Alimentari” con un paziente che ne soffre non è affatto semplice. L’atteggiamento più comune da parte di questi pazienti, infatti, è negare di avere un problema, assumere un atteggiamento aggressivo e rifiutarsi di continuare la conversazione. Tuttavia, la maggior parte dei pazienti in trattamento per dca, ha affermato che l’aiuto della famiglia e degli amici è stato essenziale per avviare il percorso di guarigione.

Per questo, anche se temete una reazione negativa, anche se non sapete come affrontare il discorso e quali parole usare, andate incontro al vostro caro che soffre e offritegli il vostro aiuto. Ecco alcuni consigli da sfruttare in questo delicato momento:

Parlate in privato: a nessuno piace spiattellare le proprie questioni private in pubblico, quindi scegliete un posto riservato in cui parlare senza essere ascoltati o disturbati da altre persone.

Parlate in prima persona: focalizzati sui comportamenti che hai osservato tu stesso, come “ho notato che da un po’ di tempo non mangi più a tavola con noi” o “ho notato che ultimamente vai molto più spesso in palestra”. In questi casi, è facile sembrare accusatori, il che può indurre la persona a chiudersi nella difensiva, quindi restate focalizzati su quanto avete osservato. Se possibile, elencate anche cambiamenti non relativi al disturbo alimentare, che saranno più semplici da ammettere ed accettare.

Fate una prova: preparatevi il discorso che farete, in modo da non essere sopraffatti dall’ansia quando vi troverete di fronte al vostro caro. Alcune persone trovano utile anche appuntarsi per iscritto i loro pensieri.

Riduci l’imbarazzo: purtroppo, ancora oggi parlare di disordini del comportamento alimentare è considerato un taboo da parte della società, per cui ricorda al tuo interlocutore che non c’è niente di male nel soffrire di un dca o di qualsiasi altra forma di disturbo mentale. A tutti può capitare di affrontare una situazione simile nel corso della propria vita, e molti riescono a superarla e a guarire completamente.

Evita le soluzioni semplicistiche: il mondo dei disturbi alimentari è complesso, per cui è impensabile credere di risolvere la situazione dicendo “Mangia!” oppure “Fermati!”. Oltre a essere inutile, può anche far sentire la persona che soffre di fronte a voi incompresa e frustrata.

Incoraggiate a cercare l’aiuto di un professionista: i disturbi alimentari non “passano da soli” come l’influenza; fate capire a chi amate che un esperto può aiutarli davvero a stare meglio. Offrite loro un aiuto concreto, come scegliere insieme il terapeuta più adatto alla situazione, oppure andare insieme a un primo appuntamento.

Preparatevi a una reazione negativa: ad alcuni fa piacere che qualcuno si sia accorta della loro sofferenza, ma la maggior parte dei pazienti con disturbi alimentari non riesce ad ammettere (a volte nemmeno con loro stessi) di avere un problema, e può diventare addirittura aggressiva. Sappiate che questa reazione è assolutamente normale, e non lasciatevi scoraggiare da un comportamento ostile. Avete piantato un seme che prima o poi attecchirà: siate certi che affrontare il problema anziché ignorarlo è la strada giusta verso la guarigione.

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